Collegato ambientale alla legge di stabilità: cosa prevede

Collegato ambientale
Sostenibilità ambientale, riduzione consumo di suolo, incentivi per chi opera nella green economy. Questi ed altri sono le colonne portanti del nuovo Collegato ambientale alla legge di stabilità 2016, positivizzato nella legge n. 221 del 2812/2015, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 18 gennaio di quest’anno.
Le nuove norme contribuiscono a formare un pacchetto di misure destinate ad incidere sulla vigente normativa ambientale, nonché a dare un nuovo slancio alla c.d. economia verde attraverso la semplificazione amministrativa, l’incentivo al riutilizzo delle risorse e alla sostenibilità ambientale, obiettivi da raggiungere attraverso la premiazione di comportamenti virtuosi ad opera di consumatori, produttori, istituzioni.

La nuova legge spicca per alcune importanti novità.
La prima riguarda i fondi per la mobilità sostenibile. È stato infatti introdotto uno stanziamento di 35 milioni di euro a favori dei comuni con più di 100mila abitanti. In tal modo sarà possibile il finanziamento – così come auspicato negli accordi di Parigi – progetti di mobilità sostenibile al fine di limitare il traffico e, di conseguenza, l’inquinamento. Piedibus, car – pooling, car – sharing e bike – sharing sono i progetti che le Amministrazioni locali potranno affrontare ed inserire in bilancio con più serenità.
Viene introdotta la figura del c.d. mobility manager scolastico. Questa figura, scelta su base volontaria e senza alcuna riduzione del carico didattico, avrà il compito di organizzare gli spostamenti casa – scuola di alunni e personale didattico, coordinandosi con gli altri istituti scolastici presenti sul territorio; dovrà segnalare all’istituto scolastico eventuali problemi legati al trasporto di alunni disabili; fare da collegamento tra istituti ed aziende di trasporto, al fine di garantire un migliore servizio laddove vi siano strutture particolarmente difficili da raggiungere ogni giorno dai genitori; favorire l’utilizzo di mezzi di trasporto a basso impatto ambientale.
Importanti misure sono state introdotte per la riduzione dell’amianto, vera croce di questo Paese. Viene introdotto il credito d’imposta del 50%, ripartito in tre anni, sulle spese sostenute per bonificare beni e strutture produttive dall’amianto. Unico limite, la soglia d’intervento per accedere al credito: 20.000 euro.
Sono state apportate modifiche al Codice dell’Ambiente, D.lgs. 152/2006, nella parte riguardante l’abbandono di rifiuti di piccole dimensioni. È la norma c.d. anti mozziconi di sigarette che tanto ha fatto scalpore nell’opinione pubblica. In caso di abbandono di mozziconi di sigarette, rifiuti di piccole dimensioni come gomme da masticare, scontrini, fazzoletti di carta ecc nei centri abitati, è prevista una sanzione amministrativa da 30 a 150 euro, aumentata fino al doppio in caso di abbandono dei rifiuti di prodotti da fumo.
Sono previsti incentivi per i comuni che incrementano la raccolta differenziata, riducendo la quantità dei rifiuti non riciclati, intervenendo, di concerto con gli altri enti locali e con le scuole, con manifestazioni di sensibilizzazione ed informazione alla popolazione.
Viene reintrodotto il vuoto a rendere, in forma ancora del tutto sperimentale. Il vuoto a rendere è il ritiro, da parte del locale che vende bevande, delle bottiglie di plastica o vetro. Questa realtà, che contribuisce moltissimo a ridurre la produzione di rifiuti, è presente in moltissimi Paesi comunitari, Germania e paesi scandinavi in particolare.
L’uso della bicicletta, se previsto negli obblighi del lavoro, è da considerarsi sempre necessitato e pertanto, qualora l’infortunio avvenga a causa dell’uso del mezzo bicicletta, questo è da considerarsi indennizabile, in quanto infortunio in itinere.
È stato modificato l’art. 3 del T.U dell’Edilizia: non sarà più necessario il permesso di costruire per i manufatti leggeri, anche prefabbricati e strutture tipo roulottes, camper, case mobili che vengono utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, depositi o magazzini che soddisfino esigenze meramente temporanee.
Vengono istituite le Oil free zone, aree territoriali nelle quali, sulla base di un atto di indirizzo adottato dai Comuni del territorio interessato, verrà attuata la progressiva sostituzione del petrolio e dei suoi derivati con energie prodotte da fonti rinnovabili.
Capitolo rischio idrogeologico. Viene istituito un fondo di 10 milioni di euro e previsto un capitolo di spesa a disposizione dei comuni, al fine di demolire e rimuovere opere ed immobili realizzati in aree ad alto rischio idrogeologico.
Con la modifica del T.U in materia di espropriazione di pubblica utilità si prevede che i beni gravati da uso civico possano essere espropriati solo dopo che sia stato pronunciato il mutamento della destinazione d’uso, salvo i casi di compatibilità con l’uso civico. (Antonio Cormaci)

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