Cop21: Parigi capitale dell’efficienza energetica

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Si è conclusa la prima settimana della Conferenza internazionale sul clima, COP21, a Parigi. Nella capitale francese non si respira solamente l’aria della paura e del terrore ma anche l’aria della speranza e della consapevolezza che un accordo sul clima deve essere raggiunto, sebbene gli attriti, sebbene le destabilizzazioni geopolitiche che stanno sconvolgendo il pianeta.
Certo, la strada da fare è ancora tanta e non di facile percorribilità. Alcune economie, come ad esempio quella di Venezuela ed Arabia Saudita, sono ancora convinte che il carbone, per esempio, sia la via suprema per l’efficienza energetica e dunque ripongono una fiducia smisurata nei combustibili fossi. Ci sarebbe ben poco da stare allegri se non fosse che una recente tendenza lascia ben sperare scenari migliori per il nostro pianeta: negli ultimi 9 mesi del 2015 il mercato del carbone ha subito un’inflessione del 3% ed anche clienti affezionati e fruitori di questo combustibile fossile ad alto impatto ambientale, come  la Cina ad esempio, hanno deciso di ridurne l’uso, portando avanti politiche di disinvestimento e di adeguamento alle sfide dell’energia pulita. Anche Regno Unito e Canada avranno un ruolo importantissimo in questo settore, avendo annunciato la chiusura di tutte le centrali a carbone nel termine massimo di 10 anni.
Energia pulita per tutti, quindi. Anche in Africa. La creazione di una rete, l’African renowable energy initiative, di ben 54 stati destinata alla promozione, e produzione, di energia pulita è un unicum nella storia dei paesi in via di sviluppo. Lo scopo di questa convergenza sarà la produzione di 300 gigawatt di energia pulita entro 15 anni. La cifra, considerata da sola, potrebbe non destare stupore tuttavia se consideriamo la quantità, fino ad oggi, prodotta da tutto il continente africano, 150 gigawatt, le cose cambiano.
Anche l’India porta avanti la sua battaglia ecosostenibile attraverso la creazione di una grande Alleanza internazionale per il solare, una coalizione di stati, capeggiata insieme alla Francia, che conta già un “patrimonio” di 40milioni di dollari e che, attraverso investimenti mirati e tecnicizzazione della produzione di energia solare – tramite la costruzione di impianti fotovoltaici – intende promuovere la cultura dell’energia solare a discapito di combustibili fossili e con il chiaro intento di diminuire le emissioni di gas serra del 40%. Inoltre si spera di arrivare a raccogliere una cifra vicina ai 400milioni di dollari per condurre altre operazioni di adeguamento tecnologico degli stati che all’Alleanza prenderanno parte.
Anche l’Italia darà un contributo di non poco conto, grazie all’ausilio scientifico del Centro per un futuro sostenibile di Roma. La Fondazione, attraverso la collaborazione di scienziati, giuristi ed economisti, formulerà tre proposte che hanno come cuore la messa al bando dei composti di fluoro, tra i principali responsabili dell’effetto sera, un nuovo progetto di urbanizzazione ecosostenibile e mobilità urbana ecologica, progetto che offrirà nuovi modelli di politiche tese al risparmio energetico, alimentare ed ambientale ed un nuovo piano climatico nazionale, destinato a quel tanto auspicato processo di decarbonizzazione richiesto dalle autorità internazionali. (Antonio Cormaci) – (Credi Image: cop21paris.org)

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