Focus Vatileaks 2

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Dopo Vatileaks, lo scandalo che nel 2012 colpì il Vaticano e l’allora Cardinal segretario di Stato Tarcisio Bertone, la Santa Sede è nuovamente sotto i riflettori a causa di importanti fughe di notizie.
Anche se a occupare le pagine dei giornali e le rubriche dei notiziari sono solitamente le tribolazioni della Chiesa a proposito di famiglia, fame e povertà, ancora una volta a far tremare lo Stato Pontificio è uno scandalo incentrato su rivelazioni a base di lotte di potere e presunte irregolarità finanziarie. Ecco a voi un sunto di protagonisti e fatti salienti di questo Vatileaks 2.

È dei primi di novembre la notizia dell’arresto di monsignor Lucio Angel Vallejo Balda e Francesca Immacolata Chaouqui, rispettivamente segretario e componente della Commissione di studio sulle attività economiche e amministrative. A motivare il provvedimento delle autorità vaticane è un’indagine su un furto di documenti riservati. Proprio alle autorità preposte alle indagini spetta il compito di accertare mole e natura esatta delle notizie trafugate.
Due libri di recente pubblicazione – “Avarizia” di Emiliano Fattipaldi, giornalista dell’Espresso, e “Via Crucis” di Gianluigi Nuzzi – raccontano delle lotte di potere agli alti piani del Vaticano e tra gli organismi finanziari dello Stato Pontificio.
L’opinione della Santa Sede è stata affidata la scorsa settimana a una nota: «Quanto ai libri annunciati per i prossimi giorni va detto chiaramente che anche questa volta, come già in passato, sono frutto di un grave tradimento della fiducia accordata dal Papa e, per quanto riguarda gli autori, di una operazione per trarre vantaggio da un atto gravemente illecito di consegna di documentazione riservata, operazione i cui risvolti giuridici ed eventualmente penali sono oggetto di riflessione da parte dell’Ufficio del Promotore in vista di eventuali ulteriori provvedimenti, ricorrendo, se del caso, alla cooperazione internazionale».

I corvi
È questo l’appellativo con cui vengono indicati i presunti responsabili della fuga di notizie, braccati dalla gendarmeria vaticana guidata dall’ispettore generale Domenico Giani. È evidente come, dopo lo scandalo del 2012, le autorità dello Stato Pontificio abbiano voluto agire quanto più tempestivamente possibile, tanto da portare ai due arresti del 2 novembre. Come ha spiegato padre Lombardi, portavoce della Santa Sede, «nel quadro di indagini di polizia giudiziaria svolte dalla Gendarmeria vaticana e avviate da alcuni mesi a proposito di sottrazione e divulgazione di notizie e documenti riservati, sabato e domenica scorsi sono state convocate due persone per essere interrogate sulla base degli elementi raccolti e delle evidenze raggiunte». Queste due persone sono proprio Lucio Angel Vallejo Balda e Francesca Immacolata Chaouqui.
Monsignor Vallejo Balda è spagnolo, ha 54 anni. Appartiene all’Opus Dei e, fino al suo scioglimento, era segretario della Prefettura per gli Affari Economici del Vaticano, oltre che della Cosea. Proprio la Cosea riveste un ruolo chiave nella vicenda: è proprio da lì che parte la pista seguita dagli investigatori della gendarmeria che indagano sulla fuga di notizie. Compito della Commissione era quello di avanzare, a seguito di analisi approfondite, delle proposte per razionalizzare l’attività degli organi economici del Vaticano, segnalandone sprechi e inefficienze. Per farlo, aveva accesso a importanti libri contabili di vari enti, oltre che la facoltà di ascoltarne i dipendenti, avvalendosi anche della consulenza di società esterne. Vera particolarità della Cosea era la sua composizione a maggioranza laica, fatta eccezione per il suo segretario, monsignor Vallejo Balda.
Sarebbe stato lui in persona a segnalare Francesca Chaouqui, 32 anni, di origini calabresi, perché venisse assunta come consulente alla Cosea.
Vallejo Balda è tuttora agli arresti, mentre la Chaouqui è stata rilasciata, in quanto «non sono più state ravvisate esigenze cautelari, anche a motivo della sua collaborazione alle indagini». È quanto è emerso a seguito degli interrogatori degli inquirenti: il Promotore di giustizia – autorità di giustizia vaticana di prima istanza – Gian Piero Milano e l’aggiunto Roberto Zannotti.
Nessuno dei due indagati, ad oggi, è indicato ufficialmente come la fonte che sarebbe dietro alle informazioni contenute nei libri di Nuzzi e Fittipaldi.

Le rivelazioni
Sembra che siano parecchie le notizie giunte agli autori dei due libri che tanto stanno facendo preoccupare le gerarchie vaticane.
Poco dopo la sua elezione a Papa, Francesco aveva istituito due diverse commissioni al fine di studiare una riforma dello Ior e di indirizzare la struttura economica e amministrativa della Santa Sede. Il risultato – dopo un percorso segnato da gravi frizioni interne – è stata la nascita della Segreteria per l’Economia guidata dal cardinale australiano George Pell. Lui, la Cosea e molti altri aspetti sensibili della gestione delle finanze vaticane sono al centro di importanti capitoli dei libri di Nuzzi e Fittipaldi.

«Senza esagerare possiamo dire che buona parte dei costi sono fuori controllo». Parole di Papa Bergoglio estratte da una registrazione molto più ampia avvenuta a insaputa del pontefice durante una riunione a porte chiuse riguardante i bilanci della Santa Sede. Lo riporta il Fatto Quotidiano, affermando che la trascrizione integrale e altro ancora fanno parte del nuovo libro di Gianluigi Nuzzi.

«Francesco deve sapere».
“Avarizia”, di Emiliano Fittipaldi, si apre con la voce di un monsignore, la cui identità non è ovviamente resa nota: «Qui fuori c’è parcheggiata una macchina piena di documenti. Dello Ior, dell’Apsa, dei dicasteri, dei revisori dei conti chiamati dalla commissione referente, la Cosea. È per questo che ho chiesto che lei venisse in auto. Non ce la farebbe a portarli via in motorino». Ciò che avrebbe spinto il monsignore a consegnare al giornalista i documenti della commissione sarebbe proprio la volontà di rendere di pubblico dominio i segreti dello stato vaticano. «Francesco deve sapere», perché, secondo il monsignore, «l’uomo che lui stesso ha scelto per rimettere a posto le nostre finanze, il cardinale George Pell, in Australia è finito in un’inchiesta del governo sulla pedofilia. […] Deve sapere che la Santa Sede per guadagnare più soldi ha distribuito tesserini speciali a mezza Roma: oggi vendiamo benzina, sigarette e vestiti tax free, incassando 60 milioni l’anno». In “Avarizia” si trova parecchio materiale scottante: dagli immobili posseduti a Roma del valore di «4 miliardi di euro» all’utilizzo delle somme donate come Obolo di San Pietro, che «non vengono spese per i più poveri, ma ammucchiate su conti e investimenti che oggi valgono quasi 400 milioni di euro»; dai conti sospetti allo Ior fino alla gestione della Fondazione Bambin Gesù che, «nata per raccogliere le offerte per i piccoli malati, ha pagato parte dei lavori fatti nella nuova casa del cardinale Tarcisio Bertone».

La vicenda è ricca di intrecci ancora poco chiari, com’è lecito aspettarsi da indagini che, da varie angolature, vanno a incrociare segreti di ambienti di enorme potere e complessità come quelli ai piani alti di Città del Vaticano.
Non resta che attendere. Da una parte, i risultati delle indagini delle autorità vaticane che potrebbero svelare l’identità dei Corvi. Dall’altra, il riverbero che la rivelazione di informazioni esplosive come quelle contenute nei libri di Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi avrà sulle dinamiche politiche della Santa Sede. (Marcello Verduci)

“Chi vuole far fuori il Papa?” Leggi la riflessione dello Straniero

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