Guida di sopravvivenza all’Omeopatia

omeopatiaÈ di pochi giorni fa la notizia divulgata dalla BBC secondo la quale il governo britannico starebbe considerando l’idea di bandire i prodotti omeopatici, inserendoli nella black list dei trattamenti medici la cui prescrizione è vietata. Sono ovviamente seguiti alcuni dibattiti tra sostenitori e critici del metodo omeopatico.
Oggi l’omeopatia è definita una pseudoscienza o, utilizzando le parole dello scrittore Ambrose Bierce, «l’umorista della professione medica».

Cos’è e come funziona l’omeopatia?
Tutto si basa su principi formulati alla fine del XVIII secolo dal medico tedesco Samuel Hahnemann e sul principio di similitudine del farmaco. Secondo tale principio, la stessa sostanza capace di indurre i sintomi di una determinata malattia in una persona sana sarebbe in grado di curarlo da quella malattia.
Secondo l’omeopatia moderna, l’effetto dei medicinali omeopatici sarebbe potenziato dalla diluizione. Per fare un esempio pratico: si prenda una goccia di una sostanza pura e la si sciolga in un bicchiere contenente 99 gocce di diluente – tipicamente acqua o etanolo. Si otterrà una soluzione 1 C. “C”, a volte anche “CH”, sta per centesimale e indica quanto è diluito il principio attivo nel farmaco omeopatico. Se ora si prendesse una goccia dalla soluzione 1 C ottenuta e la si diluisse in altre 99 gocce d’acqua, si otterrebbe una soluzione 2 C. E così via.
Secondo la legge italiana, il principio attivo nel farmaco omeopatico dev’essere diluito obbligatoriamente almeno diecimila volte. Rapido calcolo: ciò significa che il farmaco omeopatico a più alta concentrazione che sia possibile trovare in commercio presenta una goccia di principio attivo per ogni dieci litri di soluzione.

Esiste un’evidenza scientifica dell’efficacia dei rimedi omeopatici?
No.
Ad oggi, nessuno studio scientifico pubblicato su una rivista accreditata è riuscito a dimostrare che la cura – chiamiamola così – omeopatica abbia una qualsivoglia efficacia clinica superiore all’effetto placebo.
I sostenitori del metodo omeopatico ritengono che ci siano casi documentati di persone che hanno effettivamente beneficiato di tali rimedi. Peccato che nessuna di queste documentazioni sia mai risultata così solida da poter affrontare un vero processo di revisione scientifica. Come se non bastasse, le teorie su cui si basa la pseudoscienza omeopatica sono in netto contrasto con le conoscenze dell’odierna chimica.

L’omeopatia fa male?
Di per sé, no. I farmaci omeopatici contengono principi attivi così diluiti che sono in pratica costituiti semplicemente dall’eccipiente usato per la diluizione, acqua o zucchero nella maggior parte dei casi. Sarebbe come domandarsi se una pillola di zucchero possa far male.
D’altro canto, sono ampiamente documentati i danni che l’utilizzo di farmaci omeopatici sono in grado di causare in maniera indiretta, quando portano il paziente all’abbandono di terapie convenzionali di comprovata efficacia clinica.

Sebbene in diversi paesi i farmaci omeopatici siano addirittura a carico del servizio sanitario pubblico, l’insegnamento dell’omeopatia non è ancora, fortunatamente, stato inserito in nessun corso universitario di medicina. Altre nazioni, come l’Australia, si sono espresse più duramente su questo genere di trattamenti. Proprio in Australia il National Health and Medical Research Council ha scritto: «La posizione del NMRHC è che sia non etico da parte degli operatori della salute curare i pazienti con l’omeopatia, perché l’omeopatia (come medicina o come procedura) ha dimostrato di essere inefficace».
Anche negli Stati Uniti la Food and Drug Administration sta conducendo indagini più approfondite sull’omeopatia all’interno del territorio americano e pare che presto potrebbe introdurre regole più severe per i produttori di farmaci omeopatici.
Anche in Italia, tra critici e credenti, l’omeopatia divide ed è entrata nelle pagine di cronaca. È di inizio novembre la notizia dei due genitori leccesi imputati per omicidio colposo a seguito della morte del loro bambino, 4 anni, curato inutilmente con l’omeopatia.
Piero Angela, celebre divulgatore scientifico e membro del Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale, il CICAP, è stato assolto il 13 marzo 2003 dal Tribunale di Catania dall’accusa di diffamazione rivoltagli a causa di una frase pronunciata nel 2001, durante una puntata di Superquark.
Vale la pena riproporre quelle parole: «L’omeopatia non è una cosa seria. Il rischio di curarsi con tale medicina non convenzionale è molto grande per i pazienti che hanno malattie gravi e soprattutto progressive». (Marcello Verduci)

Related Posts

One Comment

  1. Elisa
    16 novembre 2015 at 13:12 - Reply

    Interessante 🙂

Leave A Comment