Il vaccino contro l’ignoranza

Baby was receiving his scheduled vaccine injection in his right«In questo momento noi stimiamo che ci siano 15.000 bambini non vaccinati e fortemente a rischio» (Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, ottobre 2015)

Nel corso degli ultimi anni, in Italia e nell’occidente in genere, si è diffusa la convinzione che sia sconsigliabile sottoporre i bambini alle consuete pratiche di vaccinazione. Un’idea colma di ignoranza che è riuscita a far presa su un pubblico di dimensioni considerevoli grazie a ciarlatani che, spesso tramite il web, hanno fatto dell’allarmismo basato sulla menzogna una pratica quotidiana.
Sommo vate di questa corrente di antipensiero, Andrew Wakefield. Nel 1998 pubblicò un articolo che sosteneva l’esistenza di una correlazione tra il vaccino MPR – noto anche come trivalente: per intenderci quello contro rosolia, parotite e morbillo – e lo sviluppo di patologie croniche intestinali e autismo. In seguito si dimostrò che l’intero studio era un falso, non basato su evidenze scientificamente credibili. Eppure, da allora e per parecchi anni il numero delle vaccinazioni subì un vistoso calo.

Di seguito alcune domande poste di frequente sui vaccini:

Quali sono i rischi del vaccinare un bambino?
Nella stragrande maggioranza dei casi, il rischio principale è una reazione in situ, dove cioè viene fatta l’iniezione. Lievi dolori, un po’ di febbre: sintomi che vengono facilmente superati in breve tempo e comunque davvero insignificanti se paragonati alle complicanze che si rischierebbe di sperimentare contraendo le malattie che si possono evitare con la vaccinazione.

I vaccini, in particolare quello anti morbillo, causano l’autismo?
Falso. Non esistono evidenze di una correlazione tra vaccini e autismo. È ipotesi comune che l’autismo preceda la nascita, ma spesso si riveli soltanto verso l’anno e mezzo. Cioè proprio nel periodo in cui i bambini vengono sottoposti al vaccino contro il morbillo. La bufala si basa proprio su questa concomitanza, che però non presenta alcun nesso di causa-effetto.

Quali danni provocano la formaldeide, il mercurio e l’alluminio contenuti nei vaccini?
Da più di vent’anni i vaccini non contengono mercurio; in ogni caso non sono stati riportati effetti collaterali dovuti alle minime quantità presenti nei vaccini dei decenni scorsi. Sempre in quantità minime sono presenti alluminio e formaldeide. Servono rispettivamente per migliorare la risposta immunitaria del bambino vaccinato e inattivare gli agenti infettivi. In tali quantità la formaldeide non ha potere tossico, mentre l’alluminio è presente in maggiori concentrazioni nel latte materno di cui i bambini si nutrono ogni giorno.
In generale, vaccinare i bambini è una pratica di buon senso e aumenta significativamente lo standard di salute di intere popolazioni, oltre a ridurre di parecchio la spesa sanitaria degli stati.
Secondo una stima dell’Unicef, sono un milione e mezzo i bambini che muoiono ogni anno di malattie per cui esiste un vaccino. La maggior parte di questi casi sia da riferirsi a zone del pianeta dove l’accesso alle cure di base e alle vaccinazioni è reso impossibile dalle condizioni sociali ed economiche, ma esistono tuttavia casi di vere e proprie epidemie causate da ignoranza e disinformazione.
A gennaio, in California, è stata riportata una vera e propria esplosione dei casi di morbillo. «Abbiamo avuto in due settimane e mezzo – ha testimoniato il Dr. Gil Chavez, epidemiologo dello stato della California – tanti casi di morbillo quanti ne sono stati registrati in tutto lo scorso anno».

graficoSe in America la causa antivaccino ha fatto parecchi proseliti, da noi la situazione non è migliore: tra il 2010 e il 2011, i casi di morbillo in Italia sono raddoppiati. Paradossalmente, come riportato dall’Unicef, in molti paesi sottosviluppati la tendenza è opposta: grazie a un’intensa campagna di vaccinazioni e interventi sanitari a livello globale, il numero di morti sotto i cinque anni di età sia sceso da 12,7 a 5,9 milioni negli ultimi quindici anni. Cifre ancora altissime, che testimoniano la pericolosità di malattie che alcuni ciarlatani dal dubbio background scientifico invitano a sottovalutare. «Ogni anno da 2 a 3 milioni di bambini vengono salvati grazie ai vaccini. In particolare, le morti per morbillo sono calate dell’85 percento tra il 2000 e il 2015 – ha spiegato il portavoce di Unicef Italia – e dal 1988 il numero di casi di polio è sceso del 99 percento».
Oltre ai benefici diretti, la vaccinazione è di fondamentale importanza anche per quella che viene definita immunità di gregge: se tutti sono vaccinati, quei pochi che non lo sono – a volte, per motivi di età o immunodepressione, la vaccinazione non è possibile – sono comunque protetti dal fatto che un determinato patogeno incontrerà più difficoltà a diffondersi nella popolazione che li circonda per arrivare infine a infettarli. Proprio per questo motivo la scelta di vaccinarsi non è semplicemente questione di libertà individuale, in quanto incide indirettamente anche sulla salute del gruppo sociale di cui la persona che non si vaccina fa parte.

vaccini

È quindi chiaro che vaccinare i propri figli è la scelta giusta e che ancora non lo si fa abbastanza. Una copertura del 100 percento è l’obiettivo ideale per difendere i più piccoli dalle malattie che è possibile prevenire tramite vaccinazione. Combattere l’ignoranza di chi osteggia una pratica sanitaria fondamentale come il vaccino opponendo teorie risibili a base di paure infondate e demonizzazione di case farmaceutiche è a sua volta un’ottima abitudine. (Marcello Verduci)

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